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Frutta: prezioso alimento naturale

Tra gli alimenti naturali con più proprietà in assoluto possiamo annoverare la frutta.

Questo alimento risulta, infatti, il migliore in termini di apporto nutrizionale e vitaminico, oltre a garantire proteine e sali minerali.

Le tantissime varietà di frutta, sono un vero e proprio dono che la natura ci consegna per garantirci una riserva infinita di sostanze benefiche per il nostro organismo. Cibo preferito dagli dei, i frutti sono fonte inestimabile di giovinezza e di benessere.

Ad ogni stagione appartengono primizie uniche e meravigliose, come le ciliege in primavera o le arance in inverno, a testimonianza di come basterebbe solo affidarsi all’inesorabile, divino corso della natura. Non basterebbe un intero libro dedicato alla frutta per descriverne le varietà e le rispettive proprietà, per questo motivo ci “limiteremo” ad esaminare quelle che comunemente sono considerate alimenti che aiutano a dimagrire.

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Ad ogni latitudine del nostro pianeta possiamo scovare tesori di inestimabile valore che hanno un uso millenario che troppe volte abbiamo rischiato di perdere per avidità ed ignoranza.

Prendiamo, ad esempio, le meravigliose terre del sud america, mai prodighe di sorprese, tesori e saggi moniti: qui possiamo trovare la peruviana Physalis, appartenente alla specie delle Solanacaee, che offre dei sorprendenti e benefici frutti:  le Bacche di Inca (denominate ulteriormente bacche d’oro o uciuva o bacche degli Aztechi e conosciute anche come bacche d’oro).

Le Bacche di Inca sono alimenti naturali di alto valore

Questi frutti, oltre ad essere  alimenti naturali, sono ricchi di vitamina C e melatonina, utile per regolarizzare la funzione veglia-sonno e per combattere lo stress.

La vitamina C presente, inoltre, svolge una funzione rigenerante dei tessuti e delle cellule, riduce l’accumulo di zuccheri e grass,i oltre ad essere un ottimo antinfiammatorio delle vie intestinali. Infine, in cucina, possono essere utilizzate per la preparazione di biscotti, torte oppure insalate , macedonie e tisane.

Sempre nel Nord America, ma anche in alcune regioni settentrionali di Europa ed Asia troviamo il mirtillo rosso. Suggestivo è il suo aspetto caratteristico: la pianta, infatti, produce piccoli fiori di color bianco o rosa a forma di campana e riuniti in grappoli terminali, oltre ai frutti simili alle bacche e dalla polpa densa ed amarognola. Particolarmente evocativo era l’utilizzo che di questa pianta ne facevano gli indiani d’America. Infatti, era considerato un frutto simbolo di pace ed amicizia ed utilizzato per dipingere di rosso tessuti, o il viso come rito propiziatorio da parte degli sciamani. Inoltre, per il suo importante quantitativo di vitamina C, ferro, calcio e fibre è famoso in tutto il mondo per le innumerevoli proprietà benefiche e la sua efficacia soprattutto in termini di prevenzione. Studi scientifici ne hanno dimostrato, infatti, l’importante utilità nella prevenzione delle ulcere dello stomaco.
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Per questo motivo è considerato l’antinfiammatorio per eccellenza dell’intestino, contro diarrea ma anche anti stipsi. Il calcio contenuto nei frutti, poi, coadiuva la prevenzione dell’osteoporosi. Non va dimenticato, inoltre, che gli antiossidanti di cui sono dotati rendono questi frutti efficaci spazzini di radicali liberi, ed i polifenoli, anch’essi presenti, migliorano e mantengono stabile il sistema cardiovascolare.

Non possiamo, infine, non parlare della mela, il frutto per antonomasia. Essa è ricca di  polifenoli e antiossidanti, molti dei quali contenuti nella buccia, che fanno bene al cuore, prevengono le malattie e le infezioni dell’intestino, sono considerate ottimi antitumorali, rinforzano i muscoli, mantengono sani i denti e le gengive, saziano e hanno un indice glicemico basso, questo le rende adatte anche ai diabetici.

 

“Qual è il fine, qual è il voler sincero e l’intenzione vera della natura? Vuol ella che il tal frutto sia mangiato dagli animali o non sia mangiato? Se sì, perché l’ha difeso con sì dura crosta e con tanta cura? Se no, perché ha dato ai tali animali l’istinto e l’appetito e forse anche il bisogno di procacciarlo e mangiarselo?” Questo si chiedeva Giacomo Leopardi…

 

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