Tutti i segreti di te’ e caffè verde

Per noi Italiani il caffè, considerato anche un alimento per dimagrire, non è una semplice bevanda, ma rappresenta un momento speciale di ogni giornata che va gustato e condiviso.
In medicina ci si interroga sulle proprietà benefiche e sui rischi dovuti all’assunzione di caffè con risultati sorprendenti.
La componente principale di questa bevanda è la caffeina che ha moltissime proprietà nutrizionali ed effetti benefici: l’effetto stimolante sulla secrezione gastrica e su quella biliare: ecco perché si ritiene che un caffè a fine pasto faciliti la digestione;
l’effetto tonico e stimolatorio sulla funzionalità cardiaca e nervosa: per questo molte persone ne apprezzano l’effetto energetico, utile tra l’altro per non addormentarsi in seguito a un lauto pasto;
l’effetto lipolitico che favorisce il dimagrimento: la caffeina stimola l’utilizzo dei grassi a scopo energetico e la termogenesi, aumentando la quantità di calorie bruciate;l’effetto anoressizzante: il caffè assunto in dosi massicce diminuisce l’appetito.
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Va precisato che sono molte le sostanze che compongono il caffe, tuttavia, nessuna studiata come la caffeina perchè non ritenute di notevoli proprietà nutrizionali.
Per contro, Il consumo eccessivo di caffè scopre il fianco a diversi e non trascurabili vizi:l’effetto stimolante aumenta la produzione di succhi gastrici nello stomaco, il caffè è infatti controindicato a chi soffre di gastrite, ulcera o reflusso gastroesofageo;l’effetto tonico e stimolante può risultare dannoso per ci soffre di ipertensione, insonnia o vampate di calore. Un elevato consumo di caffè può, anche nelle persone sane, portare a tachicardia, sbalzi della pressione e tremori;l’effetto lipolitico scompare se si beve il caffè zuccherato (20 calorie a cucchiaino) o macchiato (10 calorie);l’effetto inibitorio sull’assorbimento di calcio e ferro può favorire l’anemia e l’osteoporosi.

Il caffè verde tra gli alimenti per dimagrire

Va menzionato un altro tipo di caffè: il caffè verde, vero e proprio alimento per dimagrire.
Esso proviene dal frutto non ancora maturo della pianta di caffè e deve il suo colore al fatto che non viene tostato, ma lasciato essiccare, mantenendo, in questo modo, intatte tutte le sue proprietà naturali.
Oltre al colore, un’importante differenza rispetto al caffè classico, risiede nel fatto che esso contiene una minore quantità di caffeina che, in questo caso, risulta legata ad un importante antiossidante quale l’acido clorogenico.
Viene consumato principalmente in forma di bevanda solubile, calda o fredda, ed assunto prima dei pasti favorisce la digestione e contrasta l’assorbimento dei grassi.
Inoltre, velocizza il metabolismo per la presenza di metixantine, aumenta l’energia fisica (ne si consiglia l’uso prima di fare attività fisica), ed è molto indicato per chi soffre di ipertensione.
Altra pianta che contiene una sostanza simile alla caffeina caffeina è il the che contiene la teina.
Il the viene ricavato dalle foglie della pianta Camelia Sinensis, un arbusto sempre verde che può raggiungere un’altezza di due metri al massimo. Le foglie di questo arbusto vengono raccolte quattro volte l’anno in Cina, Giappone e India mentre in Kenia, ad esempio, avviene tutto l’anno.
L’utilizzo del tè ha una storia millenaria. All’inizio furono i cinesi e, grazie ai monaci, si diffuse anche in Giappone e in Corea. I portoghesi lo portarono per primi in Europa ma furono gli olandesi a commercializzarlo in Europa. Nel corso dei secoli poi, questa bevanda divenne molto popolare anche in Europa, fino a diventare una vera e propria icona delle
tradizioni inglesi.
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Il the è considerato una bevanda salutare, ricca di proprietà benefiche: agisce molto bene come antiossidante poiché contiene sostanze polifenoliche, note fin dall’antichità, in grado di contrastare la diffusione dei radicali liberi responsabili dell’invecchiamento e della degenerazione cellulare. Ma non solo: gli antiossidanti chiamati anche flavonoidi, presenti sia nel tè verde sia in quello nero, sono considerati armi molto efficaci nella prevenzione delle cardiopatie ischemiche.

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